Cibo criminale? Come evitarlo

cibocriminaleÈ il titolo di un libro-inchiesta appena uscito in cui si denunciano, dati alla mano, le più importanti truffe alimentari che avvengono sotto i nostri occhi di consumatori quasi sempre ignari: con i consigli per non cascarci. Pare proprio, infatti, che anche la dieta mediterranea sia diventata il nuovo business della mafia, altro che «made in Italy». E come accade negli altri settori, i controlli sono troppo pochi (ulteriori dettagli sul giro d’affari della criminalità organizzata nel settore agroalimentare in questo articolo di Repubblica).
Per esempio, mai comprare olio extravergine di oliva che costi meno di 6 euro: è italiano sull’etichetta, ma in realtà spagnolo o tunisino; contiene oli di soia trattati con betacarotene e qualche volta anche qualcosa di peggio. olioSu 9 bottiglie di olio evo, solo 7 sono autentiche e solo 4 sono italiane.  E così per i pomodori: su 4 lattine, 3 sono italiane per finta, perché confezionate con pomodori che arrivano dalla Cina compresi di muffe e scarti illegali. Mozzarella di bufala? Il 50% è fatta con latte straniero (India, Polonia, Lituania), e conviene comprarla solo se costa almeno 11 euro al chilo. Non parliamo neanche dei formaggi fusi: quelli invece sono fabbricati con latticini marci asiatici riciclati dalla camorra; meglio comprare formaggi con nomi veri come fontina, parmigiano, pecorino. E attenzione anche al prosciutto, per chi lo mangia: 1 su 4 soltanto è italiano, anche se marchiato Parma o San Daniele.

multicereali_multisemi_1024x765-e1330013600837-350x309Del pane avevo già parlato in questo articolo per Wise Society, sconsigliando a tutti di acquistare quello che i supermercati smerciano come pane fresco, e suggerendo invece la semplice ricetta per farlo in casa, con immensa soddisfazione. Conclusione: conviene autoprodursi tutto quello che si è in grado di fare. E le idee sono infinite. Per cominciare a organizzarsi, ottimo il blog della mia amica e maestra Grazia Cacciola, in arte Erba Viola: www.erbaviola.com

 

(Cibo criminale, Mara Monti/Luca Pozzi, Newton Compton Editori, pag. 250, euro 9.90)

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Un pane pieno di semi

Semi di lino, di girasole, ma soprattutto semi di sesamo nero: poco diffuso nella nostra cucina, ma invece ricco di sostanze molto pregiate. Aggiunti a una miscela 50/50 di farina integrale frumento/segale, come sempre lievitazione circa 24 ore con 3 impasti per renderlo digeribile – anche per chi fosse un po’ intollerante – proprio come se fosse fatto con la pasta madre (così mi hanno detto alcuni esperti panificatori biologici). I semi sono un’integrazione importante nell’alimentazione quotidiana: contengono proteine, minerali e vitamine che altrimenti sarebbe difficile assumere. Le preziose proprietà organolettiche di ciascun seme in questo post: Seminare benessere.

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